SUPERMAN AND THE MOLE MEN
Oggi i film tratti da fumetti di super eroi sono numerosi, tanto che esiste il sottogenere dei cinecomics e dalla fine degli anni Novanta ad oggi è cresciuto in modo esponenziale. Appena la tecnologia della grafica digitale è stata in grado di dare vita ai vari poteri speciali, con sequenze altamente spettacolari, c'è stato il boom dei cinecomic.
Negli anni Cinquanta era meno ovvio che si potesse portare sul grande schermo personaggi di fumetti, perlomeno non come un film a sé. C’erano da tempo i serial cinematografici, ovvero film divisi in piccole puntate da proiettarsi prima della pellicola per cui lo spettatore aveva pagato il biglietto. Spesso erano storie di super eroi come Flash Gordon, Mandrake, The Phantom, Zorro e tanti altri eroi del fumetto supereroistico, però le sceneggiature erano ababstanza diverse da quelle di un film. Dovevano prevedere un cliffhanger tra una puntata e l’altra, piuttosto che avere una storia lineare pensata per durare un’ora o più con momenti di tensione disseminati ad arte e non a scadenze orarie. Di solito le puntate erano una quindicina, a volte meno, e gli sceneggiatori dovevano tenere conto di queste esigenze narrative diverse da quelle del cinema classico.
Superman and the Mole Man (o Superman and the Strange People) è invece uno dei primi film che ci racconta di un super eroe prendendosi i tempi e i modi di una pellicola da sala, o almeno avvicinandosi al linguaggio imposto dal diverso mezzo di comunicazione.
Mai arrivato in Italia e di conseguenza mai doppiato nella nostra lingua, questo film è un’opera indipendente firmata da Lee Sholem. E’ stata anche riadattata per la successiva serie televisiva Adventures of Superman, in un doppio episodio . Sia in questa versione cinematografica sia in tv, il super eroe è stato interpretato da George Reeves, lo stesso attore che sarà protagonista negli anni a venire dei 104 episodi di e che morirà in circostanze poco chiare a un anno dalla chiusura della serie, dopo sei stagioni adorate da grandi e piccini.
La vicenda narrata è molto semplice, anche perché il film dura circa un’ora e deve sintetizzare quanto più possibile i fatti. Chi sia Superman, era impossibile ignorarlo, e viene riassunto rapidamente in qualche battuta introduttiva pronunciata da una voce fuori campo. Vediamo subito l'eroe in azione nella sua identità di copertura, quella del giornalista Clark Kent, professionista mite ma non così impacciato quanto ci avrebbero fatto credere in seguito. Si sta recando con la collega Lois Lane (Phyllis Coates) nello sperduto paese di Silsby per documentare l'inaugurazione del pozzo di petrolio più profondo del mondo. E’ un paesino di millequattrocento abitanti, privo di altre attrattive che non siano i soldi che si guadagnano con il petrolio. Appena la trivella oltrepassa i 10000 metri, va a sfondare la città degli Uomini Talpa che da millenni vivono nel sottosuolo. Il contatto tra civiltà umana e mondo degli Uomini Talpa si trasforma subito in uno scontro. La gente è impreparata a accettare che esistano altre specie senzienti capaci di tecnologia avanzata. Tra discendenti dei cowboy che hanno mantenuto gli stessi atteggiamenti spicci e violenti dei pionieri nei confronti dei Nativi e degli schiavi africani, e le piccole creature non così indifese, Superman è l’unico che può riportare la pace, benché al costo di rinunce da entrambe le parti.
Ovviamente nel 1951 gli effetti speciali sono quello che sono, e anche se il bianco e nero minimizza la rozzezza dei trucchi, per lo spettatore moderno il film è un pezzo di antiquariato, interessante oppure inguardabile a seconda della sensibilità dei singoli. Superman fa a botte con le comparse che si gettano a terra cercando movimenti che enfatizzino la potenza dei colpi; quando vola resta fuori scena e si vede il terreno che scorre sotto, i proiettili del laser sono vistosamente disegnati. Gli Uomini Talpa sembrano proprio bambini truccati con protesi, ragazzini che chissà quanto si sono divertiti nel partecipare a un film sul loro supereroe preferito.
Tanti eventi che potevano richiedere effetti speciali allora inesistenti sono risolti con dialoghi e inquadrature furbe, capaci di raccontare allo spettatore quanto sta accadendo senza mostrare niente. Vederli è una lezione utile per quanti pensano che senza trucchi elaborati sia impossibile approcciare certi tipi di film, tuttavia va contestualizzata. Il film è del 1951 e allora tutte le sceneggiature del cinema del fantastico dovevano fare i conti col dover narrare situazioni mal rappresentabili, troppo costose o impossibili da rendere. Oggi si può concretizzare praticamente qualsiasi scena si desideri, anche quelle che aggiungono poco o niente alla narrazione; lo si fa, in un barocchismo visivo che è in precario bilico tra sovrabbondanza e scelta estetica consapevole e necessaria.
Risente dei tanti anni anche il modo di rapportarsi con civiltà senzienti diverse da quelle umane, decisamente invecchiato male. Se gli Uomini Talpa dovevano rappresentare in forma metaforica le minoranze di colore, non viene a stabilirsi un rapporto di collaborazione tra specie, ma alla fine ciascuno è costretto a restare nel proprio mondo, separati. Nel 1951 la segregazione razziale c’era ancora, e il film risente della mentalità diffusa tra la gente. D’altronde Superman è un eroe politicamente ambiguo, è un immigrato clandestino cresciuto però con i valori della classe media della provincia americana, puritana e cristiana. Pur di piacere al grosso pubblico, gli sceneggiatori nel corso di tanti anni hanno evidenziato di volta in volta quanto può piacere ai lettori o spettatori calcando la mano sul tipo di caratteristiche che ha e che sono utili al momento.
Anche la recitazione oggi sembra sopra le righe, come era d’abitudine per i serial televisivi con eroi graditi anche ai bambini. L’eroe doveva essere immediatamente riconoscibile per aspetto e per modo di esprimersi. Se nei fumetti doveva avere balloons con testi chiari e altisonanti, i copioni dovevano rendere questo codice linguistico. In questo senso George Reeves, attore probabilmente più bello che bravo, dotato però della fisicità adatta per essere credibile nel ruolo, funzionava perfettamente.
Superman and the Mole Men dimostra tutti i suoi anni e il tempo non è stato clemente, però sa ancora regalare un’ora di intrattenimento ingenuo e spensierato.
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